Grazie alla disponibilità e alla cortesia di Roberto Spata abbiamo potuto provare il nuovo monotipo H22. Esso nasce sulla base di un progetto del 1998 dell’architetto navale Rob Humphreys (lo stesso impegnato nella progettazione per il team inglese per la Coppa America 2002/2003). Lo scafo è prodotto dalla Lion Yacht in Lettonia, che ne detiene l’esclusiva mondiale ed è distribuito in Italia dalla New Wind S.a.s. Roberto Spata & C., unico importatore italiano. Spata si è mosso in prima persona per ottimizzare e migliorare la barca, rendendola un monotipo genere per semplicità e manutenzione. Il maggior successo di questo nuovo scafo si

sta riscontrando unico nel suo proprio qui in Italia dove, a soli 7 mesi dal suo lancio sul mercato, è diventato monotipo contando all’appello già 12 barche e un fitto circuito nazionale.

Lo scafo è realizzato in fibra di vetro con la classica tecnica del sandwich (da stampo femmina)

e grazie al corretto studio delle componenti, è stato possibile ottenere un peso complessivo di soli 780 Kg. Il bulbo e la lama di deriva di 315 Kg offrono un elevato effetto raddrizzante che permette di affrontare anche i tempi più difficili con un equipaggio relativamente leggero. La barca è infatti  omologata CE classe C fino ad un massimo di 5 persone (375 Kg) o 450 Kg compresa la zavorra. Secondo quanto espresso dal regolamento di classe è, invece, possibile regatare con un equipaggio di massimo 250 Kg.

Targa CE

Scafo sul carrello

Data la sua leggerezza e le sue dimensioni contenute (22 piedi=6,70 m di lunghezza e solo 2,50 m di larghezza) è possibile trasportarla agevolmente su un carrello stradale, con una qualsiasi macchina dotata di gancio. L’operazione è ulteriormente agevolata da un efficacissimo sistema che permette di portare il pescaggio della barca da 1,55 m a soli 55 cm e di abbattere facilmente l’albero, grazie ad un’apposita cerniera che rende il lavoro rapido ed eseguibile a mano!

Riportiamo i principali i maggiori dati tecnici in una tabella di facile lettura così da offrire una rapida panoramica completa:

 

 

DATI TECNICI (TABELLA RIASSUNTIVA)

 

Anno di progetto:

1998

Cantiere:

Lion Yacht

Importatore italiano:

New Wind S.a.s.

Progettista:

Rob Humphreys

Larghezza:

2,5 metri

Lunghezza:

6,7 metri (22 piedi)

Pescaggio:

1,55 metri – 55 centimetri

Materiale:

Sandwich di fibra di vetro

Altezza albero:

9 metri di inferitura randa

Peso totale:

780 Kg

Peso bulbo:

315 Kg

Equipaggio:

da 2 a 5 persone per max 450 Kg

LO SCAFO

 

Visione esterna dei gavoni e del pozzetto

 

Gavone sotto il pozzetto

 

Organizzazione attrezzatura

 

 

Lo scafo è formato da un doppio strato di fibrmultiassiali e accoppiate di vetro, è largo 2,5 metri e lungo 6,7. Il peso complessivo, completo di attrezzatura, è di soli 406 Kg escluse le appendici e l’albero. Esso è stato studiato nei minimi dettagli per offrire un prodotto resistente e pratico che richieda la minor manutenzione possibile.

Le sorprendenti caratteristiche dello scafo studiato per l’H22 sono principalmente tre:

1)     un capiente doppio gavone posizionato sotto il pozzetto.

2)     un pozzetto particolarmente ampio e comodo.

3)     una tuga ridotta alla sola funzione di cala vele anche se al suo interno è comunque presente una ristretta cuccetta a “V”.

L’enorme gavone centrale è un elemento di importanza determinante per l’assetto e lo studio degli spazi utili. Questo spazio ci permette di stipare e bloccare nel centro della barca, grazie ad un apposito sostengo, tutti gli oggetti necessari, ingombranti e pesanti che bisogna avere in regata o in un’uscita con gli amici e che in genere, essendo privi di una propria collocazione, vengono impropriamente stivati nello spazio dedicato alle vele. Il suo ampio spazio volumetrico ci permette di  stipare senza pericolo il motore ausiliario, la tanica di benzina, due remi, 5 salvagenti ed avere ancora uno spazio libero pari al doppio delle attrezzature elencate! Ugualmente insolita è la tuga che è stata posizionata molto appruata, rendendo minimale lo spazio sottocoperta che non può, in nessun modo, essere usato come spazio/alloggio ma solamente per stivare oggetti quali vele, sacchi e cassetta degli attrezzi. Grazie a questa conformazione della tuga è stato però possibile studiare un pozzetto davvero faraonico. Lo spazio in coperta rende ogni manovra davvero agevole e permette all’equipaggio di posizionarsi nel modo migliore, secondo le necessità di manovra o peso, senza intralciare gli altri. La poppa ribassata lascia grande spazio d’azione al timone e al timoniere permettendo un ampio angolo di movimento.

 

 


LE APPENDICI

Paranco per alzare la deriva

Entrambe le appendici (timone, deriva) ricordano molto quelle di una classica deriva. Il timone è stato correttamente pensato per essere inferito con facilità grazie ad una scassa fissa ed ad una lama mobile, che riduce al minimo la fatica e il rischio di non riuscire ad armarlo in condizioni di rollio e onda particolarmente accentuati. Il timone inoltre, data la sua lunghezza e snellezza, è stato realizzato in carbonio, così come la lama della deriva che, così facendo, acquisisce anch’essa una maggior robustezza nella parte più a rischio delle manovre di trasporto e spostamento. La deriva si immerge per una profondità di 1,55 metri terminando con un’appendice finale a bulbo; il peso totale di lama di deriva e bulbo è di 315 Kg. Essa è definita mobile in quanto, grazie ad un apposito paranco removibile (fornito con la dotazione delle barca), è possibile alzare tutto il corpo immerso fino ad un pescaggio minimo di 55

centimetri. Questa operazione non è però facile da effettuare in navigazione o prossimi ad uno scalo, in quanto non è possibile navigare con una situazione diversa dal “tutto immerso”. Questo sistema rende pratico il varo e il trasporto ma preclude la possibilità di regolare il centro di deriva (per chi regata) o di spiaggiare (per chi desidera fare del diporto nautico).

 

 

LE MANOVRE FISSE E MOBILI

L’albero, in alluminio, è posizionato in coperta ed è sostenuto da due coppie di sartie (alte e basse), un patarazzo e uno strallo. Questo è quanto basta per sostenere l’albero in tutta la sua altezza e per permettere una regolazione dinamica della curvatura, grazie ad un ingegnoso sistema a vite che permette una messa a punto delle sartie senza l’uso di nessun attrezzo. Grande attenzione è stata posta al problema del trasporto: il piede d’albero è stato studiato in modo tale da permettere, grazie ad uno snodo più cerniera, di alberare e disalberare la barca lateralmente, permettendo così di operare con facilità da un’ eventuale banchina.

Il bompresso è in carbonio e lungo (tutto fuori) pressappoco 1,5 metri ma, grazie ad un semplice paranco, può essere completamente richiamato

Bompresso

ll’interno. Nonostante all’aspetto si presenti tozzo e sproporzionato, è stato studiato con un diametro e uno spessore tale da poter supportare, senza problemi, i ben 55 m² di gennaker a disposizione! Tutte le manovre all’albero sono rinviate, tramite bozzelli, a stopper in pozzetto. Tutti gli strozzatori sono già orientati e inclinati in modo tale da favorirne l’uso dalle posizioni più classiche. Molto apprezzato il passaggio di ogni cimino e manovra all’esterno (fatta eccezione per le drizze).Ciò, infatti, agevola non poco la manutenzione o il cambio di una cima senza dover ricorrere all’utilizzo di un testimone. La barca, inoltre, viene già fornita con attrezzatura Harken, Ronstan e Spinlock e cime in spectra di Gottifredi & Maffioli, una scelta molto apprezzata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE VELE

Le vele, non incluse nel prezzo di listino della barca, sono tagliate dalla North Sails e, secondo il regolamento, posso essere di tutti i materiali più comuni ad esclusione del carbonio spectra e kevkar.

 

 

METRATURA

      

 

 

 

Randa:

 

 

 

19 m²

Fiocco:

11,9 m² (garrocci)

Gennaker:

55 m²

È opportuno spendere due parole per sottolineare alcune peculiarità del piano velico. Sia il fiocco che la randa sono steccati. Quest’ultima è già predisposta, così come le manovre all’albero, per essere terzarolata una volta, particolarità non da poco per un monotipo di 22 piedi che generalmente non offre questo genere di possibilità. Il fiocco è ingarrocciato allo strallo e non è rollabile mentre il gennaker, pur arrivando con la drizza in testa d’albero, è stato ribassato passando per un occhiello a più di 7/8 dell’altezza, permettendo così di ridurre lo sforzo sull’albero e il peso complessivo dello stesso, che difatti non necessita della seconda crocetta.

 

 

LA BARCA CHIAVI IN MANO

Studiata come monotipo, tiene fede a questa sua scelta anche nella consegna da cantiere e negli optional disponibili. Essa viene infatti progettata e consegnata con già tutto pronto e incluso nel prezzo: armo Harken, Ronstan e Spinlock, parti in carbonio (lama delle deriva, timone, bompresso), cime in spectra, supporto porta motore ausiliario, fasce per essere sollevata con la gru, verricello per la deriva. Solamente il carrello stradale, l’eventuale motore ausiliario e le vele rimangono fuori dall’ottimo prezzo di listino di 20500 € (febbraio 2004), che fa certamente concorrenza a tutte quelle barche per le quali tutti questo è “in più” del prezzo base.

 

 

 

PRO E CONTRO

Nella progettazione sono state applicate tutte le nuove tecnologie e i materiali per portare sul mercato una barca che potesse offrire tutto ciò che il nuovo mercato della nautica richiede. Come monotipo, inoltre, è stata studiata dalla A alla Z per essere il più possibile vicina ad esigenze pratiche di chi non ha tutta la settimana per seguire la barca, ma, allo stesso tempo, non vuole precludersi la possibilità di regatare il weekend. Per rendere facile la manutenzione e per ottimizzare al meglio i pesi e gli spazi del pozzetto, è stata sacrificata la coperta, il vano ancora, una risalita dall’acqua comoda e tutti quegli accorgimenti che ne farebbero, oltre che una barca da regata, anche un piacevole mezzo per un weekend di due giorni o per una piccola gita confortevole. Viene molto facile l’associazione dell’H22 con una maxi deriva, con tutti gli svantaggi rispetto ad un minicabinato.

Nella scelta del sistema di ormeggio dobbiamo segnalare una particolarità, della quale abbiamo avuto la prova della sua funzionalità e solidità, ma che non condividiamo. E’ stato infatti posizionato un grosso anello annegato nel musone della barca per l’ormeggio a prua; un golfare, appositamente rinforzato e utilizzato anche per fissare i bozzelli del gennaker, può invece essere utilizzato per l’ormeggio a poppa. Una barca certamente da provare se quello che state cercando è una barca da regata (o comunque per vivere la giornata), one design e studiata con tutte le nuove tecnologie disponibili nel campo della nautica.

 

Un’ultima immagine della barca in azione varrà molto di più di tante parole di conclusione.

In azione!

 

 

Testo redatto da Tomaso Piantini

Articolo del sito: http://www.velaforfun.com

24 febbraio 2004

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