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La meteorologia e le sue variabili

Prima di vedere come si possano interpretare le previsioni meteorologiche che possiamo trovare via internet o attraverso i vari bollettini, è necessario comprendere le basi della meteorologia stessa.
La meteorologia si occupa dello studio dei movimenti dell’atmosfera, in particolare tra il suolo ed i 7-8 Km ai poli e i 14-16 km all’equatore (11-12 Km alla nostra latitudine) . E’ questa infatti lo strato all’interno del quale si svolgono tutti i fenomeni meteorologici. E’ utile sottolineare che il ridotto spessore di questo strato rende tali fenomeni notevolmente influenzati dall’orografia.

Sono due le principali variabili che vengono prese in considerazione: la pressione P e la temperatura T.
Pressione: definita come una forza per unità di superficie, la pressione è il peso della colonna d’aria che sta sopra ad unità di area. Come è facile comprendere, la pressione diminuisce alzandosi di quota (la quantità d’aria sopra di noi diminuisce). La pressione, posta a valore 1000 unità quella al suolo, cala circa di 100 unità ogni km di altezza.
Temperatura: l’atmosfera viene scaldata dal Sole. La temperatura della stessa viene quindi influenzata sia dalla presenza o meno del sole (giorno e notte) sia dall’inclinazione con la quale i raggi solari colpiscono la crosta terrestre (oltre ad altri fattori locali, come la presenza di specchi d’acqua più o meno grandi – l’acqua ha una capacità termica maggiore della terra). E’ da sottolineare che il riscaldamento dell’atmosfera non avviene per irraggiamento diretto dal Sole. Essendo l’aria trasparente, non assorbe energia dai raggi luminosi se non in minima parte. Il riscaldamento si ha invece dal basso. La superficie terrestre, non potendo essere attraversata dai raggi solari, si scalda e trasferisce questo calore all’atmosfera. Per questo la temperatura dell’atmosfera, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, diminuisce con la quota. Il fattore di diminuzione è tra i 6° e i 12° al km



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